Frame by Frame, Roma
In questo progetto di riqualificazione di due edifici ubicati nel centro di Roma, abbiamo lavorato per Frame by Frame, una società che si occupa di effetti post produzione per il cinema. Questo tipo di attività, anche se fondata sulle più avanzate tecnologie informatiche, conserva contemporaneamente una matrice artigianale e artistica che abbiamo voluto riproporre nell’interpretazione degli spazi di lavoro concepiti come una sorta di factory nel cuore della città.
I due immobili hanno una morfologia completamente differente, il primo fortemente rimaneggiato negli anni ’50, è stato valorizzato attraverso una trama di piante mediterranee giustapposte alla facciata esistente. Questo tipo di soluzione, che utilizza il concetto di verde verticale ma lo realizza con la tradizionale tecnica di vasi e fioriere, è più sostenibile perché riduce il consumo di acqua e di fertilizzanti e rende più agevole la manutenzione delle piante nel tempo.
L’altra facciata, dotata di un piacevole partito architettonico dei primi del ‘900 è stata restaurata e conserva il linguaggio dei villini residenziali dell’epoca. Il terzo elemento che dialoga con il contesto urbano è il progetto di valorizzazione dello spazio tra i due edifici. Di notte lo spazio tra i due edifici è più luminoso rispetto alle facciate che sono scaldate da effetti di luce più morbidi. Questa soluzione, oltre all’utilizzo di tende a vela sulle coperture di entrambi gli edifici risponde alla sfida di conferire un’immagine unitaria in un contesto eterogeneo in linea con gli obiettivi dell’azienda.
Il vuoto tra gli edifici funge da connettivo tra gli spazi di lavoro, con le aree comuni e la caffetteria. Un volume accessorio più basso, e la successiva superfetazione, sono stati ristrutturati con la funzione di hall principale: è stato conservato il tetto mentre sono state svuotate la facciata sulla corte principale e sulla chiostrina posteriore, riqualificata con un giardino tropicale climaticamente adatto all’area riparata.
Il secondo ingresso, è stato depotenziato da un gioco di riflessioni, luci ed ombre, correggendo una anomalia morfologica che lo rende più vicino alla strada rispetto alla reception di accoglienza.
Da questo si accede alla hall del secondo edificio, che mantiene il carattere dell’edificio signorile decorato con elementi che ne alleggeriscono l’atmosfera in chiave pop: una concentration room, una fascia led a tutta altezza e un tabellone informativo di arrivi e partenze aeroportuale di recupero da considerare una scultura dinamica dato il movimento delle palette e il rumore caratteristico.
Nelle stanze il dialogo tra l’involucro storico e i nuovi ambienti è risolto con un sistema di controsoffittature sguinciate che lasciano intravedere la trama delle voltine strutturali.
La sala cinema che si trova nell’interrato dell’edificio.
Ogni bagno è valorizzato con progetto di interior ad hoc.
Nell’edificio a sei piani si trovano principalmente gli ambienti dedicati al reparto VFX (visual effects) che richiedono caratteristiche ambientali specifiche e un accurato controllo dei parametri di illuminazione (distribuzione del flusso luminoso e temperatura colore), colore delle superfici e controllo climatico specifico. In questi ambienti è fondamentale eliminare l’effetto di abbagliamento e i contrasti visivi, inoltre è possibile che il riscaldamento prodotto dagli strumenti renda necessario l’utilizzo dell’aria condizionata anche in inverno.
L’edificio più recente ha un utilizzo particolarmente intensivo degli ambienti di lavoro, i cui parametri di controllo ambientale sono rigorosamente controllati. Le superfici degli spazi di collegamento e dei servizi sono trattate con una composizione di carte viniliche che rendono l’atmosfera più confidente e familiare e agevolano anche l’orientamento.

































